È un Natale diverso con le parole giuste.

Non c’eravamo abituati a un Natale a distanza da chi vogliamo bene, non eravamo pronti.

Avevamo dato per scontato il fatto che certe tradizioni nessuno avrebbe potuto scalfirle.

E invece, eccoci qui,
un giorno prima, a non sapere se trattenere le lacrime o essere felici perché siamo vivi.

Stare lontano da chi ci fa brillare gli occhi non vuol dire essere lontano.

C’è una differenza sottile tra stare e essere.

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Possiamo stare lontano senza esserlo, perché il cuore, lo sappiamo ormai, non abita da nessuna parte.
Non ha una casa, un tappeto, al massimo ha due occhi e due mani da stringere.
Se c’è una cosa che ho imparato con il passare degli anni, è che...

le parole mi hanno salvato e penso possano salvare anche te che stai leggendo.

In questo periodo sdrammatizzare vuol dire voler bene, rendere meno pesante una situazione che ci fa sentire incatenati. Penso alle cose che le persone mi dicono e che mi fanno vivere il Natale con il cuore pulito e volevo condividerle con te. Poi dimmi se le dicono anche a te, se sorridi anche tu.

-Conservami un posto accanto al tuo.

-Non mangiare troppo.

-Quest’anno chiudi gli occhi e immaginami lì.

-Hai messo il profumo che ti ho regalato?

-Non fa niente se non ci sei, io ti sento lo stesso.

-Ridi anche per me.

- Appena sarà possibile ci abbracciamo più forte.

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Bene, sono convinto che anche tu starai sorridendo.

Ecco.

Quello che conta è non perdere mai le parole, soprattutto adesso che abbiamo solo quelle per far capire alle persone che le amiamo, che è un Natale diverso ma ci siamo comunque, un po’ più ammaccati ma con lo stesso cuore.

Dite a qualcuno che gli conservate un posto accanto al vostro.

Conservateglielo per davvero.

E fateglielo sapere. Conservati. Abbi cura di te. Abbiate cura di voi.

È un Natale meno strano se mi conservi un posto a tavola.

 

Andrea

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