Come relatori siamo sempre alla ricerca di modi diversi di usare il nostro strumento numero 1: le parole. È  importante selezionare gli strumenti di parola appropriati che ci permetteranno di ottenere il massimo impatto. Per alcuni discorsi e un determinato tipo di pubblico, a volte la tecnica giusta da usare è l’ironia., ovvero l’uso di parole che significano l’opposto di ciò che si pensa davvero, per essere divertenti e strappare un sorriso alla platea.

Come si può usare l’ironia in un discorso?

La cosa più importante di cui un oratore deve rendersi conto è che utilizzare l’ironia in un discorso non è semplice e dovrete pianificare bene come usarlo.

Abbiamo bisogno di capire che se l’ironia è sottile e il vostro pubblico non presta attenzione a ciò che state dicendo, potrebbe non capire, quindi dovete prendervi il tempo necessario per permettere di rilevare il fatto che state usando l’ironia.

Assicuratevi che lo scenario di cui si sta parlando non si svolga come il pubblico si aspetta. Non deve mancare l’effetto sorpresa!

Quando diventate bravi, potrete anche, ad esempio, fare delle domande e poi ironizzare sulle risposte ricevute. Fate attenzione però, l’equilibrio è delicato e alcune persone potrebbero offendersi.

Il contatto visivo

Ricordatevi sempre del linguaggio non verbale: mantenere il contatto visivo aiuterà a far comprendere quel che volete dire, in particolar modo quando utilizzate l’ironia.

Conclusioni:

Ponete attenzione sul fatto che se il pubblico è poco attento potrebbe volerci per farci capire, ma una volta che questo accade è fatta. L’ironia può essere uno strumento sottile che usiamo per attirare l’attenzione su qualcosa senza indicarla.

Dobbiamo sempre lavorare sono le nostre parole. L’ironia è uno strumento potente che abbiamo a disposizione per aggiungere impatto al nostro prossimo discorso.

Valutate attentamente il vostro pubblico e poi, se è il caso, aggiungete un po’ di ironia al vostro prossimo discorso e osservate la magia che accade.

Oggi andiamo ad analizzare uno degli strumenti fondamentali da utilizzare quando parlate in pubblico: le storie.

Le storie ti permettono di canalizzare l’attenzione del pubblico verso i vostri obiettivi, allora vediamo come costruire una storia da inserire nei vostri discorsi.

  1. La storia può essere personale (questo è il mio suggerimento!) oppure di altri.
  2. Le storie però devono essere avvincenti, devono partire da un problema e dare una soluzione, devono parlare di eroi, di sconfitte, di vincite, di tutto quello che volete ma devono essere storie interessanti ed emotive.
  3. Riempite le storie di dettagli significativi per chi vi ascolta. Ricordate: il dettaglio vi serve per creare delle immagini, create immagini che possano stamparsi nella mente chi vi ascolta.
  4. La vostra storia deve avere una morale che servirà a introdurre gli altri obiettivi che avete nella vostra comunicazione.

Ora provate voi: costruite una storia e inseritela nel vostro discorso!

La maggior parte del giudizio del pubblico si basa sulla tua voce, perché questa innesca emozioni, ricordi, pensieri automaticamente. Come fare in modo che al pubblico piaccia la tua voce?

Valutazione della propria voce

Per capire come “suoni”, la prima cosa che dovrai fare è prendere il tempo di valutare la tua voce.Dopo aver tenuto un discorso, devi pensare a come è andata. Chiediti se la tua voce si è rivelata influente o se è stata inefficace. C’era qualcosa nella tua voce che potrebbe aver contraddetto il messaggio che volevi trasmettere?

Se vuoi essere in grado di valutare la tua voce, allora dovrai registrarti. Può essere utile anche farti ascoltare da qualcuno di cui ti fidi.

Un altro elemento a cui prestare attenzione?

La fine delle frasi

Uno dei problemi più comuni che tutti noi tutti potremmo dover affrontare ha a che fare con la fine delle nostre frasi. Nel momento in cui arriviamo alla fine della frase, le nostre ultime parole potrebbero essere abbastanza traballanti con il rischio di risultare insicuro.

Hai bisogno di prendere il tempo necessario per esprimere tutte le parole della frase con la stessa energia affinché il tuo pubblico creda nell’impegno verso ciò che stai dicendo.

Parlare chiaro!

A volte borbotteremo e può accadere ovunque durante una frase. Se le persone vi dicono spesso “Per favore, può ripetere?”, sapete bene di cosa sto parlando.

Articolate bene le parole!

In conclusione

Uno dei fattori chiave che influenza il modo in cui il pubblico ci vedrà durante un discorso è la nostra voce.

Il bello delle nostre voci è che ne abbiamo il controllo! Possiamo cambiarle e modificarle come meglio crediamo.

Oggi andiamo a vedere come fare un discorso memorabile, come quelli dei professionisti della comunicazione.

Ecco le 5 regole da seguire:

  1. Prendete il vostro discorso e dividetelo in parti. Queste sezioni vi permettono di non disperdervi e soprattutto devono avere una successione logica;
  2. Usate dettagli concreti, non siate astratti ma portate alle persone atti concreti e specifici. Mi raccomando: non parlate per luoghi comuni;
  3. Interagite con il pubblico,non lasciatelo fermo: fate domande, proiettate video, cercate di interessarlo al più possibile. Una persona, di base non ha voglia di ascoltare: interagendo con gli ascoltatori potrete incuriosirli;
  4. Le storie hanno un’importanza fondamentale perché riescono a canalizzare e catalizzare l’attenzione del pubblico. Usate storie vostre, di altri, ma devono essere ricche di dettagli emotivi significativi per il pubblico che deve immedesimarsi e deve essere convinto che state parlando proprio di lui;
  5. Trovate una degna conclusione perché vi permette di essere ricordati. Non banalizzatela mai, non chiudete a caso.

In più ricordatevi sempre, non mi stancherò mai di dirlo, di fare pratica! Provate e riprovate il vostro discorso, solo così imparerete a fare discorsi memorabili.

Memorizzare il tuo discorso è utile?Non ne sono così sicuro. Ad essere onesti, in passato dicevo ai miei clienti di imparare a memoria, La colpa, in parte, è anche del fatto che sono un attore. Ultimamente, però, ho riesaminato le mie idee.

Qualsiasi attore sa che quello che dice non deve sembrare una lettura, come fanno dunque le loro performance ad essere potenti dal punto di vista emotivo? Grazie alla recitazione.

Gli attori memorizzano le loro battute? Certamente! Ma il loro mestiere richiede che lo facciano in modo coinvolgente e senza che risulti meccanico. Quindi, il problema non è l’atto di memorizzazione ma, come in tutto ciò che riguarda il public speaking.

Qual è allora la chiave?

La chiave è la performance.

Di nuovo, pensate agli attori: lo scopo di una performance è quello di conoscere la parte alla perfezione, ma di renderla spontanea e reale: si chiama “l’illusione della prima volta”. Anche tu, come oratore, dovresti dare la stessa impressione al tuo pubblico. Gli ascoltatori hanno bisogno di sentire il tuo pensiero mentre sviluppi il tuo argomento, poiché la tua personalità si collega a ciò che stai dicendo.

Quindi, che ne dici di memorizzare esattamente quello che vuoi dire, e poi lavorare per renderlo naturale e fresco? Non è necessario essere un attore per farlo.

In conclusione: a memoria o no?  La risposta è dipende, a seconda delle situazione. Alcune situazioni richiederanno un discorso completamente memorizzato e pronunciato in modo dinamico, in altre potrai andare a braccio.

Ricordati sempre di ascoltare il pubblico e le sue esigenze! Chi ti ascolta, ti aiuta sempre, senza saperlo, a trovare una soluzione.

Oggi andiamo a vedere uno dei problemi più grandi di chi parla in pubblico: credersi bravi.

Parlo di chi si sente “arrivato” perché parla in pubblico da anni e pensa di non aver bisogno di prepararsi, è un grave problema perché il rischio è di imbattersi nelle seguenti situazioni:

  1. Mancanza di sforzo. In tal caso non ti alleni, tanto pensi di sapere tutto e poi succedono i disastri più clamorosi;
  2. Rischiare di strafare, ad esempio raccontare un aneddoto di un’ora, tanto essendo bravi il pubblico ti ascolta, no? Errore!
  3. Perdere le occasioni. Spesso ho a che fare con manager che all’inizio della loro carriera parlano in pubblico,sono bravissimi e riescono a mantenere alta l’attenzione, ma dopo 5 e 6 anni,ripetendo sempre gli stessi argomenti allo stesso modo e si accorgono che le persone non li seguono più. Perché? Perché se ti credi bravo, smetti di ricercare e quindi di migliorare. I tempi cambiano e anche tu, se non ti rinnovi, rischi di perdere efficacia.

Quindi, mi raccomando non credetevi mai bravi in questo mestiere!

Parlare nelle riunioni è utile sia per la vostra carriera che per la vostra crescita personale, quindi cosa vi trattiene dall’intervenire?

Molti timidi hanno i seguenti pensieri:

“Parlerò, ma solo quando avrò qualcosa di utile da dire”.

Non posso consigliarvi di parlare quando non avete qualcosa di utile da dire, ma è probabile che il vostro standard sia più alto del dovuto.Se siete lì a chiedervi “sarà utile o meno” probabilmente lo è,quindi parlate!

“Voglio che quello che dico abbia senso, quindi penserò un po’ prima di parlare”.

Quando avrete capito cosa dire, la discussione sarà già iniziata. Potrebbe non essere un intervento perfetto, ma è più importante che siate ascoltati ora.

“Sembrerà che sia io a dominare la riunione se parlo troppo”.

Se non genere non parlate molto, il rischio che cominciate in questa circostanza è molto basso. Eliminate questo pensiero.

“Non c’è mai un attimo di silenzio ed è scortese interrompere”.

Da bambini vi è stato insegnato che è scortese interrompere,ma dovrete superare quel condizionamento, altrimenti non riuscirete mai a farvi sentire.

Esistono diversi modi di contribuire ad un meeting, oltre a condividere opinioni, ecco quali:

  • Porre domande che innescano ulteriori discussioni e portano a una decisione migliore;
  • Riassumere in sintesi la discussione, i pro e i contro di cui si è discusso;
  • Rispondere alle domande o fornire ulteriori informazioni di base che aiuteranno a prendere una decisione migliore;
  • Sostenere il punto di vista di qualcun altro e spiegarne le ragioni;
  • Quando la discussione va fuori strada, aiutate a riportare la discussione al punto all’ordine del giorno;
  • Identificare i punti di azione che emergono dalla discussione e assicurarsi che siano assegnati ad una particolare persona o gruppo.

La frase “Meglio essere considerati sciocchi, che aprire la bocca e togliere ogni dubbio” è controproducente per i timidi, anche perché la ricerca mostra il contrario: persone che parlano spesso, sono viste come leader competenti e intelligenti.

Quindi, introversi di tutto il mondo abbiate fiducia in voi stessi e prendete parola!

Come fare un discorso convincente?

Per convincere qualcuno è importante quello che dite, avere degli argomenti è fondamentale (per capire quali scegliere ci sono i miei video precedenti), ma anche come lo dite: immaginate qualcuno che parla flebile, è chiaro è che anche se è ricco di contenuto, smetterete presto di ascoltarlo.

Ci sono 4 aspetti per fare in modo che il discorso sia convincente:

  1. Il tono della voce può essere arrabbiato, felice, annoiato, non dimenticate mai in che tono state parlando;
  2. Il ritmo ovvero è la velocità con cui parlate. Potete parlare a un ritmo lento oppure veloce, ricordatevi di giocare col ritmo, altrimenti le persone si distrarranno facilmente;
  3. Il volume: provate a variarlo. Prima piano, poi forte, per tenere alt all’attenzione.
  4. Il timbro. È il colore della vostra voce, che può essere fredda, calda, brillante, eccetera.

Ricordate questi elementi, variateli e vedrete che i vostri discorsi saranno molto più convincenti!

Ammettiamolo: per il pubblico, il messaggio e il messaggero sono di solito la stessa cosa. Tu sei il messaggio che il tuo pubblico riceve tanto quanto ciò che dici, quindi è meglio che tu sia consapevole dell’impressione che stai trasmettendo.

Ricordiamoci che ognuno di noi gioca molti ruoli nella vita quotidiana, e lo facciamo per soddisfare le esigenze del pubblico con cui siamo in quel momento. Il “tu” che fa la spesa al supermercato, per esempio, è una persona diversa dal “tu” al primo appuntamento, o quella che spiega al tuo capo le ragioni per cui ti meriti un aumento.

Questa consapevolezza, che interpretiamo ruoli diversi anche in una giornata tipica, dovrebbe essere un pensiero liberatorio. Riconoscendo che parlare in pubblico è una “performance” che dobbiamo affrontare, possiamo abbracciare ognuna di queste opportunità invece di temerle.

In altre parole: non c’è davvero nulla di insolito o epocale nel parlare in pubblico, dobbiamo sempre, in un modo o nell’altro, performare nella nostra vita. Parlare in pubblico ci dà solo l’opportunità di fare tutto questo con un po’ più di brio. Bisogna gettare via la maschera quando parli in pubblico. Perché?

Perché gettarla via, rivela il tuo vero Sé.

Uno degli elementi affascinanti del parlare in pubblico è che rivela così tanto su chi siamo in quanto esseri umani. Anche come attore,dovrei lavorare duramente e ferocemente per nascondere la mia vera natura quando parlo alla gente di qualcosa che mi interessa davvero.

E se lo facessi, tutta la mia attenzione  sarebbe diretta verso l’interno invece che dove dovrebbe essere: mantenere il mio pubblico attivamente impegnato con il mio messaggio critico.

Quando durante un discorso in pubblico percepiamo qualcosa di “diverso” e intimidatorio, diventiamo nervosi e finiamo per indossare le nostre maschere, trasformandoci in qualcuno che non siamo e il pubblico lo percepisce immediatamente.

Si potrebbe pensare che sia un compito troppo difficile rimanere invulnerabili di fronte ad altri professionisti e forse a completi estranei. Ma è vero il contrario: nasconderti da chi sei veramente rende il lavoro molto più difficile sia per te e che per chi ti ascolta.

Oggi parliamo di buon senso.

Un oratore deve avere buon senso ed utilizzare intelligenza, questo significa che non deve parlare troppo, ma neanche troppo poco perché il pubblico è lì ad ascoltare lui.

Linea tra troppo e troppo poco si chiama buon senso e va allenato, quindi da adesso in poi esercitatevi a capire cosa serve dire, cosa è necessario dire e cosa soprattutto bisogna eliminare perché non serve a nessuno. Allenatevi, utilizzate il buon senso soprattutto quando rispondete alle domande che vi fanno e vedrete che i vostri discorsi diventeranno eccezionali.